Doppia Cittadinanza in Italia 2026: Cosa Dice la Legge, Vantaggi e Svantaggi

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Doppia Cittadinanza in Italia 2026: Cosa Dice la Legge, Vantaggi e Svantaggi

La risposta in breve

Sì, l'Italia consente la doppia cittadinanza dal 1992. Guida 2026: cosa prevede la Legge 91/1992, la riforma del 2025, vantaggi, svantaggi e come ottenerla.

Fonte: Mirabello Immigration Intelligence · Verificato da Mirabello Consultancy · aggiornato il Agosto 2026. Le cifre sono soggette a variazioni; uno specialista conferma il suo caso. Dati leggibili automaticamente tramite il nostro MCP.
Punti chiave
  • L'Italia ammette la doppia cittadinanza dal 16 agosto 1992: acquisire un'altra cittadinanza non fa perdere quella italiana (art. 11, Legge 91/1992).
  • Si perde la cittadinanza italiana solo in casi eccezionali: rinuncia formale da parte di un maggiorenne residente all'estero che possiede un'altra cittadinanza, oppure le ipotesi tassative dell'art. 12.
  • Il limite può venire dall'altro Stato, non dall'Italia: alcuni Paesi impongono la rinuncia alla cittadinanza precedente.
  • La riforma del 2025 (DL 36/2025, convertito in Legge 74/2025) ha ristretto il riconoscimento iure sanguinis, non la doppia cittadinanza in sé.
  • Come cittadino italiano lei è già cittadino UE: i golden visa europei non le servono e non le sono destinati. Le cittadinanze per investimento realmente utili a un italiano sono extra-UE.

L'Italia consente la doppia cittadinanza?

Sì. L'ordinamento italiano ammette espressamente la doppia, e anche la plurima, cittadinanza. L'articolo 11 della Legge 91/1992 stabilisce che il cittadino che possiede o acquista una cittadinanza straniera conserva quella italiana, salvo che vi rinunci. Non esiste alcun obbligo di scegliere tra le due.

Questo principio vale dal 16 agosto 1992. Prima di quella data la disciplina era diversa: la normativa del 1912 prevedeva in via generale la perdita della cittadinanza italiana in caso di naturalizzazione volontaria all'estero. È la ragione per cui molti discendenti di emigrati italiani si trovano ancora oggi in situazioni ereditate da quel regime.

Un'avvertenza importante: il divieto, quando esiste, arriva quasi sempre dall'altro Stato. L'Italia non le chiede di rinunciare a nulla, ma il Paese di cui intende acquisire la cittadinanza potrebbe farlo. Prima di procedere occorre sempre verificare la normativa dell'altro ordinamento e le eventuali convenzioni internazionali applicabili.

Cosa prevede esattamente la Legge 91/1992?

La Legge 91/1992 è la norma di riferimento sulla cittadinanza italiana. Ai fini della doppia cittadinanza contano soprattutto tre articoli: l'art. 11 sulla conservazione e la rinuncia, l'art. 12 sulle ipotesi di perdita e, dal 2025, il nuovo art. 3-bis sul riconoscimento per discendenza.

Legge 91/1992: gli articoli che contano per la doppia cittadinanza
NormaCosa stabilisce
Art. 11Il cittadino conserva la cittadinanza italiana anche acquistando una cittadinanza straniera, salvo rinuncia. La rinuncia è possibile per il maggiorenne che risiede o stabilisce la residenza all'estero e possiede un'altra cittadinanza.
Art. 12Ipotesi tassative di perdita: mancata ottemperanza all'intimazione del Governo di abbandonare un impiego pubblico o il servizio militare per uno Stato estero; assunzione di tali incarichi in stato di guerra con l'Italia.
Art. 3-bisIntrodotto dal DL 36/2025 (conv. L. 74/2025): limita il riconoscimento automatico iure sanguinis per i nati all'estero.

Il quadro normativo completo e aggiornato è consultabile sul sito del Ministero dell'Interno e nella scheda di documentazione della Camera dei Deputati.

Quando si perde la cittadinanza italiana?

Le ipotesi di perdita sono poche e circoscritte. La più comune è la rinuncia volontaria, che presuppone tre condizioni simultanee: essere maggiorenne, risiedere o trasferire la residenza all'estero, e possedere già un'altra cittadinanza. Nessuno perde la cittadinanza italiana per il solo fatto di acquisirne un'altra.

  • Rinuncia (art. 11): atto volontario e formale, reso davanti all'ufficiale di stato civile o all'autorità consolare.
  • Impieghi pubblici o servizio militare per uno Stato estero (art. 12): la perdita interviene solo in caso di mancata ottemperanza a un'espressa intimazione del Governo italiano.
  • Stato di guerra (art. 12): assunzione di tali incarichi per uno Stato in guerra con l'Italia.

La rinuncia, va detto con chiarezza, è quasi sempre una scelta da evitare: comporta la perdita della cittadinanza dell'Unione europea e di tutti i diritti che ne discendono. Nella pratica si presenta solo quando l'altro Stato la impone come condizione di naturalizzazione.

Cosa è cambiato con la riforma del 2025?

Il Decreto-Legge 28 marzo 2025, n. 36, convertito con Legge 23 maggio 2025, n. 74, ha introdotto l'articolo 3-bis nella Legge 91/1992. La riforma non tocca la doppia cittadinanza: interviene sul riconoscimento della cittadinanza per discendenza (iure sanguinis) a favore dei nati all'estero.

In sintesi, il riconoscimento automatico è ora ricondotto in via generale ai discendenti entro il secondo grado, figli e nipoti di cittadino esclusivamente italiano, oppure ai casi in cui un genitore abbia risieduto in Italia per almeno due anni continuativi prima della nascita. Per i nati all'estero dopo il 24 maggio 2025 da genitore italiano è prevista una dichiarazione entro un anno dalla nascita.

La riforma ha inoltre aperto una finestra per il riacquisto della cittadinanza a favore di ex cittadini che l'avevano perduta entro il 15 agosto 1992: le dichiarazioni sono ammesse dal 1° luglio 2025 al 31 dicembre 2027. Il termine straordinario previsto per i minori già minorenni al 24 maggio 2025 è invece scaduto il 31 maggio 2026.

Con la sentenza n. 63 del 2026 (depositata il 30 aprile 2026) la Corte costituzionale ha respinto le questioni di legittimità sollevate dal Tribunale di Torino sull'art. 3-bis. La Corte non ha abolito lo ius sanguinis: ha confermato l'impianto della riforma, lasciando aperti margini di contenzioso davanti ai giudici ordinari. È una materia in evoluzione, e ogni posizione va valutata singolarmente.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della doppia cittadinanza?

La doppia cittadinanza amplia diritti e libertà, ma comporta anche obblighi che si sommano. Per un cittadino italiano il bilancio è quasi sempre favorevole, a condizione di gestire correttamente gli aspetti fiscali e dichiarativi.

Vantaggi e svantaggi della doppia cittadinanza per un cittadino italiano secondo la Legge 91/1992
Vantaggi e svantaggi della doppia cittadinanza per un cittadino italiano.
Doppia cittadinanza: vantaggi e svantaggi a confronto
VantaggiSvantaggi
Diritto di risiedere, lavorare e studiare in due Paesi senza vistoPossibili obblighi dichiarativi in due ordinamenti
Maggiore libertà di movimento sommando i due passaportiServizio militare obbligatorio in alcuni Stati
Accesso a proprietà, imprese e conti in entrambi i PaesiAdempimenti fiscali più complessi (monitoraggio, IVIE, IVAFE)
Assistenza consolare di due StatiTutela consolare limitata nel Paese dell'altra cittadinanza
Trasmissione ai figli della doppia appartenenzaGestione documentale duplicata (rinnovi, stato civile)

Un chiarimento fiscale che genera molta confusione: in Italia la tassazione dipende dalla residenza fiscale, non dalla cittadinanza. Avere un secondo passaporto non modifica di per sé la sua posizione fiscale italiana. Solo un effettivo e regolare trasferimento della residenza produce effetti, e va gestito nel rispetto della normativa vigente.

Quali paesi non permettono la doppia cittadinanza?

Un numero ristretto ma significativo di Stati non ammette la doppia cittadinanza e richiede la rinuncia a quella precedente al momento della naturalizzazione. Tra i casi più consolidati figurano Cina, India, Giappone, Singapore, Indonesia e Arabia Saudita. L'India prevede in alternativa lo status di Overseas Citizen of India, che non è una cittadinanza.

Altri Paesi, tra cui Austria e Paesi Bassi, adottano regimi restrittivi con eccezioni rilevanti. Poiché queste discipline cambiano con relativa frequenza, la posizione va sempre verificata presso l'autorità consolare competente prima di avviare qualsiasi procedura.

Come si ottiene una seconda cittadinanza?

Le strade sono quattro, con requisiti e tempi molto diversi tra loro. Per un cittadino italiano la scelta dipende dalla presenza di legami familiari, dalla disponibilità a trasferirsi e dall'orizzonte temporale.

  1. Per discendenza (iure sanguinis): se ha ascendenti stranieri, molti ordinamenti riconoscono la cittadinanza ai discendenti. Tempi e gradi ammessi variano sensibilmente.
  2. Per matrimonio: molti Stati prevedono un percorso agevolato per il coniuge, di norma con requisiti di residenza e conoscenza linguistica.
  3. Per naturalizzazione: la via ordinaria, che richiede residenza effettiva e continuativa, spesso da cinque a dieci anni.
  4. Per investimento: un numero limitato di Stati riconosce la cittadinanza a fronte di un investimento qualificato, con tempi nell'ordine dei mesi anziché degli anni.

La cittadinanza per investimento è compatibile con quella italiana?

Sì. I programmi caraibici di cittadinanza per investimento non richiedono la rinuncia alla cittadinanza precedente, e l'Italia non la impone: le due cittadinanze coesistono legittimamente. È il motivo per cui questi programmi sono accessibili ai cittadini italiani senza conflitti normativi.

Una precisazione che riteniamo doverosa. In quanto cittadino italiano lei è già cittadino dell'Unione europea, con diritto di libera circolazione e soggiorno in tutti gli Stati membri. I golden visa europei (Portogallo, Grecia, Malta) non le sono destinati e non le servono: conferiscono diritti che lei possiede già per nascita. Diffidi di chi glieli propone. Per un italiano ha senso solo una cittadinanza extra-UE, che aggiunga qualcosa a ciò che ha.

Programmi extra-UE compatibili con la cittadinanza italiana (2026)
PaeseInvestimento minimoNota
St Kitts e Nevis250.000 USDIl programma più antico al mondo (1984)
Antigua e Barbuda230.000 USDStruttura favorevole alle famiglie numerose
Dominica200.000 USDCosti di mantenimento contenuti nel tempo
Vanuatu130.000 USDI tempi di rilascio più rapidi

Le cifre indicano l'investimento minimo di programma e non comprendono oneri governativi, due diligence e spese professionali. Un quadro completo e aggiornato è disponibile nella nostra panoramica dei migliori programmi di cittadinanza per investimento.

Quali requisiti deve soddisfare un cittadino italiano?

I programmi caraibici non richiedono di risiedere nel Paese né di conoscerne la lingua. I requisiti sono sostanzialmente reputazionali e patrimoniali: fedina penale pulita, provenienza lecita e documentabile dei fondi, buona salute e capacità di superare una verifica di due diligence condotta da società specializzate indipendenti.

  • Maggiore età e assenza di condanne penali.
  • Origine lecita dei fondi: è il punto su cui si concentra la maggior parte delle istruttorie. Occorre ricostruire documentalmente la provenienza del capitale investito.
  • Due diligence internazionale: verifiche su liste sanzionatorie, esposizione politica e precedenti dinieghi di visto.
  • Documentazione di stato civile: certificati di nascita e matrimonio, con legalizzazione o apostille e traduzione asseverata.
  • Familiari a carico: coniuge, figli e, in diversi programmi, genitori e nonni possono essere inclusi nella stessa domanda.

Per un cittadino italiano la documentazione di stato civile è generalmente rapida da reperire, ma apostille e traduzioni asseverate sono il passaggio che più spesso allunga i tempi se non viene organizzato in anticipo.

Come si svolge la procedura, passo per passo?

La procedura si articola in cinque fasi e si svolge quasi interamente a distanza: nei programmi caraibici non è richiesto di recarsi nel Paese, né prima né dopo l'approvazione. Le domande vanno presentate obbligatoriamente tramite un agente autorizzato dal governo.

  1. Valutazione preliminare: analisi di ammissibilità, scelta del programma e della forma di investimento.
  2. Raccolta documentale: stato civile, casellario giudiziale, documentazione bancaria e patrimoniale, apostille e traduzioni.
  3. Deposito della domanda: presentazione tramite agente autorizzato e avvio della due diligence governativa.
  4. Approvazione di principio: a esito positivo delle verifiche, il governo comunica l'approvazione e richiede il perfezionamento dell'investimento.
  5. Investimento e rilascio: versamento del contributo o completamento dell'acquisto immobiliare, quindi emissione del certificato di naturalizzazione e del passaporto.

Quanto tempo richiede e quali costi comporta?

Nei programmi caraibici l'iter si misura in mesi, non in anni. Oltre all'investimento minimo occorre considerare quattro voci ulteriori: oneri governativi, costi di due diligence per ciascun richiedente adulto, spese professionali dell'agente autorizzato e diritti di rilascio dei documenti.

  • Investimento: contributo a fondo perduto o acquisto immobiliare approvato, secondo gli importi indicati nella tabella precedente.
  • Oneri governativi e di elaborazione: variabili per programma e per numero di componenti del nucleo familiare.
  • Due diligence: addebitata per singolo richiedente adulto.
  • Assistenza professionale: onorari dell'agente autorizzato e spese di traduzione e legalizzazione.

Gli importi aggiornati per ciascun programma sono riportati nelle rispettive schede, ad esempio quella di St Kitts e Nevis, perché i governi li rivedono periodicamente. Diffidi di preventivi che indicano un unico importo complessivo senza dettagliare queste voci.

Con quale passaporto si viaggia?

La regola pratica è semplice: si entra e si esce da un Paese con il passaporto di quel Paese, quando se ne possiede la cittadinanza. Un italiano con seconda cittadinanza caraibica userà quindi il passaporto italiano per entrare in Italia e nell'Unione europea, e potrà usare l'altro dove risulti più conveniente.

  • Ingresso e uscita dall'Italia e dall'UE: sempre con il passaporto italiano.
  • Prenotazioni di volo: il documento indicato deve coincidere con quello che esibirà ai controlli.
  • Visti: si richiedono con il passaporto che offre il trattamento migliore per quella destinazione.
  • Coerenza documentale: non alterni i due passaporti nel corso dello stesso viaggio.

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Domande frequenti sulla doppia cittadinanza

Si può avere la doppia cittadinanza in Italia?

Sì. Dal 16 agosto 1992 l'Italia consente di possedere una o più cittadinanze straniere conservando quella italiana. Non è previsto alcun obbligo di scelta.

Quanti passaporti si possono avere?

L'ordinamento italiano non fissa un limite numerico. Il vincolo deriva eventualmente dalle norme degli altri Stati coinvolti.

La doppia cittadinanza comporta doppie tasse?

No, non automaticamente. In Italia la tassazione segue la residenza fiscale, non la cittadinanza, e le convenzioni contro le doppie imposizioni evitano la duplicazione del prelievo. Fa eccezione un numero molto ristretto di Stati che tassano su base di cittadinanza.

Perdo la cittadinanza italiana se ne acquisisco un'altra?

No. La perde solo se vi rinuncia formalmente, o nelle ipotesi tassative dell'art. 12 della Legge 91/1992.

La riforma del 2025 ha eliminato la doppia cittadinanza?

No. Il DL 36/2025, convertito in Legge 74/2025, ha ristretto il riconoscimento della cittadinanza per discendenza a favore dei nati all'estero. La disciplina della doppia cittadinanza non è stata modificata.

Quanto tempo serve per una cittadinanza per investimento?

Nei programmi caraibici i tempi si misurano generalmente in mesi. Ci contatti per una valutazione riferita alla sua situazione.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità esclusivamente informative e sono aggiornate ad agosto 2026. Non costituiscono consulenza legale o fiscale. La normativa sulla cittadinanza è in evoluzione: ogni posizione individuale va valutata con un professionista abilitato e verificata presso le autorità competenti.

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In sintesi

La risposta breve è che l'Italia è uno degli ordinamenti più permissivi al mondo in materia di doppia cittadinanza: dal 1992 nessun cittadino italiano è tenuto a scegliere. Le restrizioni, quando ci sono, arrivano dall'altro Stato o riguardano il riconoscimento per discendenza, che la riforma del 2025 ha effettivamente ristretto.

Per un cittadino italiano, già cittadino dell'Unione europea, una seconda cittadinanza ha senso solo se aggiunge qualcosa: mobilità extra-UE, un piano di continuità familiare, un'alternativa credibile in scenari di instabilità. È esattamente il terreno su cui Mirabello Consultancy lavora ogni giorno, con oltre 250 pratiche di cittadinanza per investimento seguite e un tasso di approvazione del 99%.

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Domande frequenti

Domande frequenti

Ci sono implicazioni fiscali con la doppia cittadinanza?

In quanto cittadino di paesi che consentono la doppia cittadinanza, potrebbero esserci implicazioni fiscali. Alcuni paesi come gli Stati Uniti tassano il tuo reddito mondiale nonostante il tuo paese di residenza. Tuttavia, la maggior parte dei paesi ha stipulato trattati fiscali per prevenire la doppia imposizione.

Posso richiedere la doppia cittadinanza se sono nato in un paese ma i miei genitori sono di un altro?

Sì, nonostante la differenza tra la tua nazionalità e quella dei tuoi genitori, puoi comunque avere diritto alla doppia cittadinanza.

Devo rinunciare alla mia cittadinanza originaria per ottenere la doppia cittadinanza?

A seconda dei paesi di cui vuoi essere cittadino, i requisiti potrebbero essere diversi. Alcuni paesi richiederanno che tu rinunci alla tua cittadinanza originaria, mentre altri sosterranno l'ottenimento di un'altra cittadinanza oltre alla loro. È necessario verificare le leggi di entrambi i paesi per scoprirlo.

Esistono restrizioni al servizio militare per i cittadini con doppia cittadinanza?

Alcuni paesi potrebbero richiedere la doppia cittadinanza per adempiere al servizio militare obbligatorio, mentre altri potrebbero esentarli o consentire alternative.

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